Filosofico 16: da grande voglio fare il pensatore…

di brundur

– No! Prendiamo il servizio buono. Gli ospiti sono importanti…
– Non capisco, maestro…
– Quelle tazze non vanno bene….
– Ma… ma… le abbiamo disegnate noi…
– Appunto!
– Servirebbe… allora?
– Il servizio di famiglia… Meglio ancora, sarà bene chiedere in prestito quello “buono” alla vicina… Hanno sempre avuto gusto, loro, in queste cose….
– Non capisco, maestro…
– Lo hai già detto…
– Ebbene, continuo a non capire… Quei fiori….
– Quali fiori?
– Quei fiorellini che dipingemmo con grande passione sull’esterno della ceramica bianca, delicata…
– Ricordo.
– Allora, maestro…
– Sì?
– Allora, mentivi…
– Quando?
– Quando dicevi che si era fatto un buon lavoro. Quando ti congratulasti per le sfumature colorate, per il gioco di immagini, per il piano complessivo…
– C’è disegno e disegno….
– Ci sono prati e prati, maestro.
– Che vuoi dire?
– Che un fiore essicato, per quanto bello, non ha i colori di un prato giovane, colorato…
– Può darsi…
– Non può darsi, così è, maestro.
– E i mughetti, le margherite, i ranuncoli sono altrettanto preziosi di una magnifica rosa imperitura?
– Conservata, mummificata vorrai dire, maestro…
– Che c’è di male?
– Nulla. Se non il fatto che il pensiero farà come il gambero: andrà avanti tornando indietro.
– E, questo, sarebbe il male?
– Uno dei mali. Insieme al tentativo di lustrarsi le penne con gli ori altrui, maestro.
– Dimentichi che, nel tempo, anche i tuoi ranuncoli parranno più preziosi…
– (sarcastica) Impreziositi dal velo di polvere…
– Anche.
– Quindi è il tempo che magnifica, non la sostanza…
– Entrambe le cose…
– Mi fai imbestialire, maestro. È un procedere, un cogitare non degno di te…
– Può darsi, ma è così che si diventa…
– Maestri?
– Anche.
– Non fa per me. Da grande voglio fare il pensatore…

Annunci