Dialoghi 9: della vita e del serpente che si morde la coda.

di brundur

– Cos’hai?
– Sono triste, maestro.
– Vedo…
– Lo so, non è una categoria valida….
– No, non lo è….
– Vorresti forse che alla maniera del clown indossassi una maschera…
– A volte bisogna farlo…
– A volte lo faccio, maestro. Ma non dovrei, con te…
– Perché non con me?
– Perché tu puoi capire….
– Credo che tu riponga esagerate speranze in questo povero vecchio….
– Maestro, smettila di farti gioco di me!
– Non mi è mai passato per la testa….
– Pensavo…
– A cosa?
– All’anima di un clown: dev’essere bellissima! Splendente!
– Perché è clown…
– No, perché risolve a mascherare se stessa, a costringere se stessa, a comprimere se stessa per permettere agli altri di farsi qualche bella risata…
– Credi che ne esca diminuita?
– No, no, anzi…
– Allora….
– Allora hai vinto, maestro: ammetto la mia confusione.
– Eppur mi par semplice: o ritieni di avere una simile anima, e dunque potresti peccare d’orgoglio, oppure il discorso è campato in aria, alla peggio attribuisci tratti ridondanti ad una essenza perfetta che per sua natura non può contemplarli.
– Il mio è solo un tentativo di capire: nulla più, maestro.
– Mi pari piuttosto formica che per appurare se la tana è allagata anziché scavare pretende di volare.
– Ammetto il mio errore, maestro.
– Rettifico, mi pari piuttosto la volpe che complimentandolo mira a far un sol boccone dell’agnello.
– Non stiamo andando da nessuna parte mi pare, maestro…
– Non credo sia viaggio da farsi in due…
– Se così si può dire….
– Giochi troppo con le parole, a volte stanca.
– Perdonami, maestro.
– Cos’hai?
– Sono triste, maestro.
– Vedo.
– Rimane sempre una categoria misera…
– Ma più potente di ciò che possa sembrare.
– Però non abbiamo ancora risolto…
– Credo piuttosto che è il problema non sai mai stato posto.
– Hai ragione maestro, ma se il problema fosse stato “presentabile”…
– …il serpente non si sarebbe morso la coda. Ovvio, no?

15.10.2011

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