Dialoghi 13: sul bene e sul male

di brundur

– Non so risponderti, maestro!
– Provaci!
– Non so risponderti! Non l’avevo mai conosciuto…
– E adesso…
– So che esiste.
– Perché?
– Perché, a volte, mi è parso di riconoscerlo… vicino…
– Come?
– Come un’ombra esageratamente scurita…
– Ma avrebbe avuto ragione di esistere?
– La domanda non è corretta, maestro…
– Correggila.
– Esiste il male?
– Come meglio credi. Allora, esiste il male?
– Se esiste il bene immagino possa esistere anche il male, maestro…
– Ed esiste il bene?
– Non saprei. Ritengo sia una categoria umana. Insomma, fisica non metafisica.
– Non capisco…
– Sono modi di essere che a mio avviso non pertengono all’anima. Sono situazioni “morali” procurate dalla fatica del vivere…
– In altre parole…
– In altre parole l’anima non si occupa di ciò che è bene o di ciò che è male: esiste soltanto.
– Uhm…
– Anche perché…
– Anche perché?
– Ciò che chiamiamo “il male” non è comunque figlio fortunato: l’ignoranza è sua madre, l’egoismo è suo padre.
– Occorrerebbe dunque porgere l’altra guancia?
– Non dico questo. Ma sforzarsi di capire sì…
– Morire per capirlo….
– Questo no, maestro! Non bisognerebbe farlo…
– Già non bisognerebbe farlo! Bisognerebbe lasciare correre…
– Però, maestro…
– Sì?
– Ammetto che il mio discorso è parzialmente illogico. Mancante, per meglio dire.
– Ne convengo.
– Se l’anima non si occupa di ciò che è bene o di ciò che è male ma esiste soltanto…
– Continua…
– Be maestro, significherebbe che vivere, su un qualsiasi piano dell’esistenza, significa soprattutto imparare, sperimentare…
– Che c’è che non va? Avrei giurato che un simile paradiso sarebbe stato quello tuo ideale…
– Per certi versi, per certi versi, maestro. Confesso però che al momento un simile status-quo mi pare elemento riduttivo del concetto di vivere…
– Uhm…
– Sarebbe come dire, maestro, che una esperienza è uguale ad un’altra. Si muove sullo stesso piano di tutte le altre mentre il concetto di crescita è un mero figment immaginativo…
– D’altro canto, discutere una metafisicità dei concetti di bene e di male, oltre a costringerci dentro percorsi ossimorici….
– Ci porterebbe ad ammettere che anche del male vi è un estremo bisogno, maestro. Sì, c’ho pensato…
– Conoscere il bene attraverso il suo contrario…
– O, detto altrimenti, vivere una vita davvero piena, maestro. E’ una possibilità interpretativa come un’altra, ne convieni?
– Uhm…
– Concordo: qualcosa ci sfugge…
– Ci?
– A meno che tu non abbia la “verità” in mano, maestro…
– No, non ho la verità in mano ma ho smesso da tanto di interrogarmi…
– Mi sorprendi…
– Credo che sia un poco come stare a metà collina e pretendere di godere la visione che offrirebbe la vetta della più alta montagna…
– Quindi, secondo te, maestro, bisognerebbe attendere ancora; prima di interrogarsi davvero, intendo…
– Non proprio, ma occorrerebbe tentare di capire per gradi, evitando le categorizzazioni affrettate, appellandosi all’onestà dell’anima e alla capacità di raziocinio e di intendere…
– Troppe cose, maestro. Prenderebbe sicuramente troppo tempo!
– Perché? Hai da fare?
– No, ma la gramigna è ricresciuta in giardino…
– Capisco. E le foglie morte imbrattano il vialetto…
– D’autunno è sempre così…
– Forse è per questo che prima o poi torna sempre la primavera.

06.11.2011

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